Navighiamo verso la pace - 3 ottobre 2025

Lavoriamo per la pace 1

Nulla è più emozionante di una "flotta" di bambini in navigazione per la pace, la giustizia e la libertà per tutti i popoli della Terra.

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La flotilla dei bambini In navigazione per i diritti dei bambini1

Noi per la pace1


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Lettera aperta

Come comunità educativa, fondata sui valori della pace, della dignità umana e della tutela dei più vulnerabili, non possiamo restare in silenzio di fronte all’orrore che si sta consumando a Gaza. Ogni giorno, bambini innocenti vengono uccisi, feriti, umiliati, privati del diritto fondamentale alla vita, all’infanzia, alla speranza, al sorriso.

La scuola, luogo di formazione civile ed etica, portatrice di valori, non può restare in silenzio dinanzi a tale tragedia.

La nostra scuola, luogo di crescita, di dialogo e di responsabilità civile, si unisce al grido di dolore che si leva da ogni angolo del mondo. Condanniamo con fermezza ogni atto di violenza contro la popolazione civile, ogni crimine che colpisce deliberatamente i più piccoli, ogni forma di genocidio che nega l’umanità stessa, nel più insopportabile dei crimini.

Il silenzio, infatti, equivarrebbe ad una forma di complicità e di legittimazione delle ingiustizie, da cui prendiamo fortemente le distanze. Per questo motivo, condanniamo fermamente la guerra e le pratiche che configurano veri e propri crimini contro l’umanità e atti di genocidio, che privano migliaia di persone – in particolare bambini e giovani – dei diritti fondamentali alla vita, all’istruzione e alla dignità, diritti di cui la scuola è portatrice culturale e dovrebbe esserne garante.

In questo momento tragico, facciamo nostre le parole di Roberto Benigni, che con lucidità e compassione ha detto: “Quando i bambini giocano alla guerra, appena uno si fa male, si graffia, il gioco si ferma. Ma perché questi continuano a uccidere i bambini? È una vigliaccheria. È insopportabile per l’animo umano. Non sentono il grido di dolore che sale da tutto il mondo? Se non lo sentono, allora non sono umani.

L’umanità è ferita a morte se bambini devono piangere altri bambini.

La scuola non può accettare che il silenzio diventi complicità. Educare significa insegnare a riconoscere l’ingiustizia, a difendere la vita, a costruire ponti dove altri erigono muri. Per questo, oggi più che mai, ci impegniamo a promuovere una cultura della pace, della solidarietà e della giustizia, affinché nessun bambino debba più subire violenze e soprusi, e nessun adulto possa voltarsi dall’altra parte.

Contestualmente, esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno al popolo palestinese e a tutti quei popoli vittime di aggressioni e di guerre, riconoscendo il diritto universale di ogni individuo a vivere in pace, libertà e sicurezza.

Invitiamo tutte le componenti ad unirsi in una mobilitazione morale e culturale contro ogni forma di barbarie, per opporci fermamente alla cultura del più forte e della violenza che colpisce sempre i più indifesi, colpevoli solo di non avere voce tale da essere ascoltata.

Il futuro appartiene di diritto ai bambini, e difenderli è il nostro dovere più sacro.

La Dirigenza, il Collegio Docenti, il personale scolastico dell’Istituto Cristo Re

 



 

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